Archivi del mese: gennaio 2012

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Betamotor è una casa motociclistica italiana con sede a Rignano sull’Arno in provincia di Firenze a circa 20 km dal capoluogo, particolarmente rinomata per le moto da trial, specialità nella quale vanta la conquista di 13 titoli mondiali.

Storia di Beta Motor

Nel 1904 il meccanico Giuseppe Bianchi aprì a Firenze un piccola officina-negozio per la riparazione e la vendita di velocipedi, in seguito divenuta la Società Giuseppe Bianchi che si dedicò alla produzione di biciclette fino al secondo dopoguerra. Nella seconda metà degli anni ’40, l’azienda assume una connotazione industriale e adotta il marchio Beta, acronimo formato dalle iniziali dei soci, Bianchi Enzo e Tosi Arrigo).

Il primo ciclomotore (1948) non fu altro che un motore montato su un telaio da bicicletta che trasmetteva il moto per mezzo di un rullo di gomma. Ad esso seguì nel 1950 la Ital-Jap, spinta da un monocilindrico due tempi 125 cc costruito dalla britannica JAP. Il motore fu sostituito (a causa della sua scarsa affidabilità) con il tedesco JLO.
Dal 1952 Beta comincia a costruire i motori in proprio: primo modello con il motore costruito “in casa” è la Vulcano 160, cui seguiranno la MT 175 (destinata alle granfondo come la Milano-Taranto) e le quattro tempi Titano 175 e Urano 125, cui si affiancheranno diversi ciclomotori.

Ripresasi dall’alluvione che colpì Firenze nel 1966 (nella quale lo stabilimento venne danneggiato e l’archivio distrutto), la Beta concentrerà la propria produzione sui ciclomotori. Dal 1970 l’Azienda intraprende sempre di più la strada della specializzazione fuoristradistica con le moto da cross, da regolarità e da trial che ancor oggi caratterizzano quasi totalmente la sua produzione.

Tredici titoli Mondiali campeggiano nell’albo d’oro della casa fiorentina, nelle specialità outdoor ed indoor, tutti nel trial. Per essa hanno corso e vinto campioni del calibro di Jordi Tarres e Dougie Lampkin.

Nel 1972 avviene lo spostamento della produzione da Firenze a Rignano sull’Arno. In questa sede la Casa dispone di una propria pista fuoristrada di prova per il collaudo delle moto. A partire dagli anni ’70-80 la Beta sviluppa la costruzione delle sue moto nel settore del trial e in seguito crea versioni da enduro, supermotard, motoalpinismo e scooter come l’Ark.

Nel 1997, 1998 e 1999 la Beta riuscì a conquistare il primo titolo nei campionati di Trial. Dal 2010 l’azienda ha fatto un passo di qualità iniziando a produrre un proprio motore per modelli a quattro tempi, che invece prima era comprato dall’austriaca KTM.

Modelli di Beta Motor

Modelli RR

Il gruppo Beta RR è per enduro e supermotard e comprende:

RR 50 2t Enduro/Enduro Standard/Enduro Factory/Motard/Motard Standard/Motard Track
RR 125 4t Enduro/Enduro LC/Motard/Motard LC
RR 350 4t Enduro
RR 400 4t Enduro/Motard
RR 450 4t Enduro/Motard
RR 498 4t Enduro
RR 520 4t Motard
Oltre a questi vi è anche un modello RE
RE 125 4t Enduro

Modelli Urban

Questi modelli comprendono veicoli simili a supermotard, adatti per la città, con sella bassa e grande maneggevolezza, e sono:

Urban 125
Urban 200
Urban 125 Special
Urban 200 Special
Oltre a questi vi è anche un modello M4
M4 4T(motore di quasi 400cc ma di soli 25kw di potenza)
Modelli Minicross [modifica]
R 10 50cc 2t
R 12 50cc 2t
R 150 50cc 4t

Modelli ALP

La linea ALP comprende delle moto ibride omologate che possono essere utilizzate come enduro e/o enduro stradale, poi smontando la sella e la plastica di rialzo sul serbatoio diventa una trial. Esistono:

ALP 125 4t
ALP 200 4t
ALP 4.0 (350cc) 4t

Modelli EVO

I passati modelli Beta REV, dal 2008 vengono rimpiazzati con i Beta EVO, anch’essi esclusivamente da Trial, con predisposizione da gara, e includono:

EVO 80 2t
EVO 80 Junior 2t
EVO 125 2t MY12
EVO 200 2t MY12
EVO 250 2t/4t MY12
EVO 300 2t/4t MY12
Minitrial 50 2t

Modelli ARK

I modelli ARK sono scooter:

ARK AC/LC Razor 50cc 2t
ARK AC/LC Factory 50cc 2t
ARK AC/LC One 50cc 2t
ARK AC/LC Paddock 50cc 2t
ARK AC/LC Tribe 50cc 2t

Link di Beta Motor

BetaMotor

 

Fonte: Wikipedia

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Benelli è il nome di una azienda italiana che costruisce motociclette con sede nella città di Pesaro.

Storia di Benelli

Gli inizi di Benelli

Nel 1911 la signora Teresa Boni Benelli, vedova da quattro anni, si poneva il difficile compito di assicurare un solido futuro ai sei figli Giuseppe, Giovanni, Francesco, Filippo, Domenico e Antonio, detto Tonino, di soli nove anni.

Verificato che tutti i fratelli avevano scarsa attitudine a proseguire l’occupazione paterna nel condurre il fondo agricolo avuto in eredità e che, per contro, manifestavano una grande passione per la meccanica, la madre decise di vendere buona parte dei terreni e di investire il ricavato per l’acquisto di alcune macchine utensili, realizzando una piccola officina nel fabbricato agricolo annesso all’abitazione. I figli maggiori, Giuseppe e Giovanni, avevano già terminato gli studi presso l’istituto tecnico industriale Montani di Fermo e in breve tempo l’officina iniziò a funzionare, eseguendo riparazioni e realizzando artigianalmente i pezzi di ricambio.

Data l’esiguità di veicoli a motore esistenti a Pesaro nella prima metà degli anni dieci, gli introiti non erano certo copiosi e per sbarcare il lunario e assicurare lo stipendio ai pochi operai, venivano eseguite le più disparate lavorazioni come, in particolare, la tornitura delle canne per fucili da caccia, pezzi di precisione per motori d’aviazione, sistemi di puntamento per artiglieria.

Il funzionamento dell’azienda fu reso più difficile dall’inizio della prima guerra mondiale e, nel 1916, un violento terremoto rese inagibile l’officina e l’abitazione. La signora Teresa, tuttavia, non si perse d’animo e con l’aiuto dei parenti trovò una nuova sistemazione che consentì di riprendere l’attività.

Il primo motore di Benelli

Complice l’univoca passione per i motori, l’assenza degli apparecchi televisivi e la scarsa propensione alla vita d’osteria, i fratelli Benelli avevano preso l’abitudine, sin dal 1910, di riunirsi dopo cena attorno a un tavolo per progettare, sotto la direzione di Giuseppe e Giovanni, un motore tutto loro con il quale equipaggiare una motocicletta. L’opera di progettazione, prototipazione e sviluppo, eseguita fuori dall’orario di lavoro e spesso ostacolata dalle difficoltà anzidette, durò otto anni e partorì un motore a due tempi di 75 cm3 che venne esposto alla 1ª Fiera campionaria di Milano del 1920, ottenendo lusinghiere critiche. Successivamente maggiorato a 98 cm3, il motore equipaggiò il primo motociclo prodotta dalla Benelli, nel 1921.

Questa moto, opportunamente modificata per le competizioni, cominciò a gareggiare nel 1923 pilotata direttamente da Antonio Benelli, detto “Tonino”. Tonino si laureerà Campione Italiano nel 1927, 1928, 1930 e 1931, guidando nei primi tre casi la Benelli 175 monoalbero e nel 1931 la Benelli 175 bialbero, con la quale conquista la piazza d’onore nel Campionato d’Europa, alle spalle del compagno di squadra Carlo Baschieri. Nel 1930 la Benelli aveva più di 1000 operai.

Le moto Benelli, senza Tonino che dovette interrompere la sua brillante carriera di pilota nel 1932 a causa di un incidente, risultarono comunque vittoriose, ed arrivarono a conquistare nel 1939 il prestigioso Tourist Trophy.

Vittoria bissata anche nel 1950, quando Dario Ambrosini si laureerà Campione del Mondo.
Nel 1969 si aggiudicò l’ultimo Titolo Mondiale e l’ultimo Tourist Trophy nella classe 250 con Kel Carruthers.

Giuseppe Benelli, in seguito a disaccordi con alcuni familiari, si stacca nel 1949 dall’azienda e fonda la MotoBi che ottiene un notevole successo con i motori orizzontali “a uovo”. Dopo la morte di Giuseppe, avvenuta nel 1957, gli eredi trovano un accordo e la MotoBi si fonde con la Benelli, pur rimanendo attiva come marchio. Nel 1962 la produzione complessiva raggiunse i 300 esemplari al giorno di entrambi i marchi. Alla fine degli anni sessanta la crescente invasione dei marchi giapponesi si fa insostenibile e l’azienda pesarese inizia un rapido declino, cui i fratelli Marco e Paolo Benelli, figli di Tonino, tentano di arginare con investimenti nel campo sportivo e la progettazione di nuovi motori bicilindrici a due tempi, per la quale viene ingaggiato lo specialista tedesco Peter Dürr.

La gestione De Tomaso

Nel 1972 gli eredi Benelli decisero di vendere l’azienda all’industriale argentino Alejandro de Tomaso. Marco Benelli rimase in azienda come dirigente, mentre il fratello Paolo lasciò per dedicarsi alla Benelli Armi (che, in collaborazione con la Morbidelli, costruirà le moto da GP MBA).

Al fine di sfidare le Case giapponesi De Tomaso ordinò ai progettisti di copiare un motore Honda CB 500 Four, al fine di risparmiare tempo e denaro. Nacque così la 500 Quattro (1974) e la “sorella” Moto Guzzi GTS 350.

Nonostante diversi tentativi di diversificarsi dai concorrenti giapponesi (citiamo la 750 Sei e il suo motore a sei cilindri in linea, primo al mondo su una moto stradale, che nel 1979 sarà portato a 900 cc.), una fusione con l’acerrima rivale (nelle corse) Moto Guzzi nel 1988 nella Guzzi-Benelli Moto (G.B.M. S.p.A.), l’attività produttiva si ridusse ai minimi termini: nel 1989 solo un’ottantina di operai lavoravano, mentre altri 153 erano in cassa integrazione.

Giancarlo Selci, ex dipendente Benelli e titolare della Biesse, rilevò la Casa pesarese nel 1989 tentando un rilancio che non ebbe successo; l’attività riprende solo nel 1995 quando Andrea Merloni acquisisce il marchio e lancia una serie di scooter per dare immediato ossigeno alle casse ed organizzare la rete di vendita ed assistenza, al fine di prepararsi al meglio al rientro di Benelli nel settore moto. Degno di nota nella gamma scooter di quegli anni è il modello Adiva, dotato di tettuccio rigido asportabile e il 491, scooter 50cc dedicato ai più giovani che riscosse un buon successo commerciale. Gli importanti investimenti stanziati porteranno finalmente alla nascita dell’eccezionale Tornado 900 Tre, una moto sportiva pura, dotata di un motore a 3 cilindri in linea che presentava una inedita disposizione del radiatore di raffreddamento posizionato sotto il codino posteriore e dotato di due ventole di aspirazione forzata dell’aria di scenografico effetto. Andrea Merloni tentò anche l’avventura del Campionato Mondiale Superbike per le derivate dalla serie, cogliendo nel primo anno di partecipazione qualche punto in classifica. Considerazioni di carattere economico spinsero ad interrompere la partecipazione alle gare in breve tempo.

Nel 2004 Benelli irrompe con il nuovo modello TNT, una roadster caratterizzata dallo stesso motore a 3 cilindri portato ad una cilindrata di 1130 cc, disposizione tradizionale del radiatore di raffreddamento ed un telaio che utilizzava a profusione tecnologie aeronautiche per la sua realizzazione. La rivista tedesca Motorrad Magazine premia la TNT come miglior moto dell’anno 2004.

Gli ingenti investimenti schiacciano, però, nuovamente la Benelli nel baratro delle difficoltà finanziarie, e nel corso del 2005 la società sospende la produzione.

Qianjiang Group

L’azienda viene rilevata immediatamente dopo, nel settembre 2005, dalla Qianjiang Group, società cinese costruttrice di piccoli motocicli e motori, che decide di mantenere l’attività produttiva e di engineering a Pesaro. La produzione di moto riparte quasi immediatamente, il montaggio dei motori a 3 cilindri (precedentemente eseguita dalla Franco Morini Motori) viene riportata in casa, la gamma scooter viene altresì riavviata con motori di provenienza cinese.

Al 63º Salone di Milano del novembre 2005 Benelli quindi si ripresenta viva, aggiorna la Tornado con il motore da 1130 cc della TNT, dalla quale fa anche derivare una versione più alta e più motard denominata ufficialmente Tre 1130 K (spesso chiamata semplicemente TreK).
Nel 2011 (anno del 100°anniversario)si è svolta a Pesaro una grande festa di una settimana che ha coinvolto tutti gli appassionati e i possessori di Benelli da tutto il mondo.Nello stesso anno al salone del motociclo di Milano la Benelli ha annunciato nuovi modelli tra cui un motard di 250cc, una bicilindrica di 750cc già presentata nel 2006 e alcuni scooter di 150 cc in uscita entro i prossimi 2 anni.

Link Benelli

Sito ufficiale

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La Baotian Motorcycle, ovvero la Jiangmen Sino-HongKong Baotian Motorcycle Industrial Co., Ltd è una casa motociclistica cinese fondata nel 1994.

La sua produzione, incentrata su modelli di motociclette e scooter di piccole cilindrate è totalmente imperniata sull’esportazione in vari mercati mondiali dove le due ruote vengono commercializzate sotto vari marchi.

In Italia è conosciuta per le versioni marchiate come Garelli mentre in altre nazioni europee come la Gran Bretagna è presente con una rete distributiva propria.

La produzione stimata è di circa 300.000 esemplari annui.

Modelli Baotian Motorcycle

  • Baotian BT49QT-9
  • Baotian BT49QT-11
  • Baotian BT49QT-12 Rebel
  • Baotian BT49QT-12 Rocky
  • Baotian BT49QT-28A-13 Diablo 50cc twostroke with 1E40QMA engine (clone of the horizontal minarelli 50cc)
  • Baotian Eagle 50
  • Baotian Falcon 50
  • Baotian Tanco 125
  • Baotian Citibike 125

Link Baotian Motorcycle

Baotian Motorcycle

Fonte: Wikipedia

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L’Aprilia è una azienda motociclistica italiana fondata nel 1945 a Noale. Essa rappresenta una leggenda dello sport mondiale, avendo vinto ben 40 campionati del mondo in diverse categorie. Dal punto di vista societario, l’Aprilia S.p.A. dal 2004 fa parte del Gruppo Piaggio.

La storia di Aprilia

Aprilia nel XX secolo

La Aprilia è stata fondata subito dopo la fine della seconda guerra mondiale dal Cavalier Alberto Beggio, come produttore di biciclette, a Noale in provincia di Venezia; la sua sede è ancor oggi situata a Noale, ma dal 1996 la produzione fu spostata nel nuovo stabilimento Aprilia nel vicino comune di Scorzè.

Il figlio del fondatore, Ivano Beggio, prese le redini dell’azienda nel 1968 iniziando subito a costruire un ciclomotore con un ristretto numero di collaboratori. I primi modelli con cui l’Aprilia uscì sul mercato furono i Colibrì, Daniela e Packi, seguiti dalla prima motocicletta da fuoristrada la Scarabeo, presentata nel 1970 in due cilindrate, da 50 e 125 cc e rimasta in produzione per quasi un decennio.

Nel 1977 si assistette alle prime vittorie significative nel campo delle competizioni, con la vittoria nel campionato italiano di motocross nelle classi 125 e 250 da parte del pilota milanese Ivan Alborghetti. Lo stesso pilota partecipò, l’anno successivo, al Campionato mondiale di motocross giungendo al sesto posto assoluto della classifica finale con due terzi posti conquistati nelle singole gare.

Il passo successivo nell’evoluzione dell’Aprilia fu quello, negli anni ottanta, di ampliare la gamma dei modelli offerti in vendita, dedicandosi anche ai settori del trial dell’enduro e delle moto da strada, prodotte in varie cilindrate tra i 50 e i 600 cm3. Nel 1985 venne firmato un accordo di collaborazione con l’austriaca Rotax per la fornitura di motori alla casa veneziana. È del 1986 la presentazione della Tuareg la prima moto derivata da quelle in uso nei Rally Africani.

Sulla scia dei successi ottenuti vennero messi in vendita modelli in varie cilindrate, come le Aprilia RS 50 con motorizzazione Minarelli raffreddata a liquido , e la Aprilia RS 125 con un motore Rotax, dotato di una valvola di scarico passiva a controllo pneumatico (denominata RAVE e RAVE2, successivamente sostituita con una a controllo elettronico) e Aprila RS 250 motorizzata Suzuki, messe in commercio con le livree delle motociclette da competizione e che ottennero un vasto seguito soprattutto tra i più giovani appassionati delle due ruote.

Per quanto riguarda la produzione di serie gli anni novanta videro la presentazione di altri modelli destinati ad un buon successo sul mercato; si passava dalle Aprilia Pegaso offerte nelle cilindrate 50,125 e 650, allo scooter tradizionale Amico o a quello con ruote alte che riprendeva il nome storico della casa, lo Scarabeo. Un altro scooter di successo è il Leonardo, motorizzato Rotax per le cilindrate 125 e 150. Successivamente, con la fornitura di motori Yamaha, il Leonardo viene prodotto con cilindrate 250 e 300.

Verso la fine del decennio, nel 1998, si registrò l’entrata della casa nel settore delle maximoto con la presentazione delle Aprilia RSV Mille e della Falco, entrambe utilizzanti i motori Rotax da 990 cm3 di cilindrata con l’innovativa disposizione a v di 60° che permette una distribuzione dei pesi a tutto vantaggio della maneggevolezza e delle ottime doti di guidabilità di questa bicilindrica. L’anno successivo venne prodotta l’RSV Mille SP, una versione in tiratura limitata di 150 esemplari necessari per l’omologazione nel Campionato mondiale Superbike, che fu pilotata dall’australiano Troy Corser e dal padovano Alessandro Antonello.

Aprilia nel XXI secolo

Il nuovo secolo si apre con l’acquisizione, nel 2000, da parte della casa veneziana di due dei marchi più famosi della storia del motociclismo italiano, la Moto Guzzi e la Moto Laverda.

La produzione di serie vede invece il lancio di modelli come la Aprilia Caponord che richiama lo spirito di avventura dei lunghi raid, della Futura sport tourer dal design futuristico e della Tuono, ovvero naked sportiva su base della Aprilia RSV 1000.

Nel 2004 l’ultima e più recente modifica dell’assetto societario con l’acquisizione della Aprilia e delle sue controllate da parte della Piaggio che controlla anche la Gilera e la spagnola Derbi; da questa fusione è nato il quarto gruppo industriale più importante al mondo, nel campo della fabbricazione delle 2 ruote, con una capacità produttiva di 600.000 veicoli annui ed un giro di affari di 1,5 miliardi di euro.

Dal 2006 Aprilia inizia a progettare, sviluppare e produrre in proprio i motori che equipaggiano le moto di serie, interrompendo il lungo rapporto di collaborazione con la Rotax; da quel momento tutte le moto prodotte sono motorizzate quindi con propulsori italiani al 100% di tecnologia piaggio.

Oggi a capo dell’azienda come presidente ed amministratore delegato appare Roberto Colaninno (Presidente anche della Piaggio). Ivano Beggio è stato per un breve periodo “Presidente onorario”, ma dal 2006 non riveste più alcun ruolo nell’azienda fondata dal padre.

La gamma di Aprilia

Gamma scooter Aprilia

SR 50 R Factory- SR 50 R – SR 50 Street
Sportcity CUBE 125 – 200 – 300 i.e.
Sportcity ONE 50 – 125
Atlantic 125 – 250 i.e.
Atlantic Sprint 500 – 400
Atlantic 300 Sport

Gamma Scarabeo Aprilia

Scarabeo 50 Street
Scarabeo 50 – 100 quattro tempi
Scarabeo 125 – 200
Scarabeo 500 GT ABS (fuori produzione)
Scarabeo 250 i.e.- 500-400 Light

Gamma fuoristrada Aprilia

RX 50
RX 125
RXV 4.5
RXV 5.5
Pegaso 650 Strada – Pegaso 650 Trail
ETV 1000 Caponord – Caponord Rally Raid

Gamma strada Aprilia

RS4 50 – 125
RS 125
SX 50
SX 125
SXV 4.5
SXV 5.5
Tuono 1000 R – Tuono 1000 R Factory
RSV4 – RSV4 Factory
SL 750 Shiver
NA 850 Mana
SMV 750 Dorsoduro

Gamma competizione Aprilia

SXV 4.5 VDB Replica
SXV 5.5 VDB Replica
RXV 4.5 Merriman Replica
RS 125 sport production
Modelli fuori produzione
RSV 1000 R – RSV 1000 R Factory
RSV Mille – RSV Mille R
RST 1000 Futura
SL 1000 Falco
RS 250
RS 125
RS 50
AF1 50
AF1 125
Leonardo 125 – 300
Motò-6.5
Aprilia Gulliver 50
Aprilia Rally 50

Link Aprilia

Aprilia Internazionale
Aprilia Italia
Aprilia Svizzera

 

Fonte: Wikipedia

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